Jennifer Hudson mette i soggetti in un quadrato dopo averli diluiti con la sua forte emotività durante le intensissime giornate di scatti interminabili. Detto così può sembrare l’intro di una claustrofobica prigione, ma in realtà è tutto molto gradevole e l’effetto è garantito. Poche ombre, poche luci…Poco contrasto, tutto ridotto al minimo, ma l’intesità – quella fotografica – è data da ben altre componenti.

Comincia da matrimonialista, ma presto si accorge di cercare altro e da quel momento comincia la sperimentazione con ritratti e modelle in location.

Jennifer Hudson costruisce le pose sul momento, presa dalle suggestioni del luogo e dalla insolita bellezza delle sue modelle. E’ l’improvvisazione dell’arte che diventa fotografia. Difficile da descrivere il suo lavoro proprio per la cura e la raffinatezza dei risultati, che nascondono sorprendentemente un concetto molto semplice: l’asserto che la fotografia possa nascere da un’idea e questa idea possa materializzarsi attraverso un processo di interazione dove il fotografo non è più “dio” che crea, ma una sorta di entità umana che catalizza e reinterpreta impulsi provenienti dall’esterno.

Jennifer crea il mood, è lei stesso il mood che materializza nei suoi quadrati e ogni movimento è studiato con cura. Il dettaglio che tende ad un surreale non urlato. Sono geometrie dell’anima quelle di Jennifer Hudson, moti curvilinei dentro linee rette. E’ matematica inscritta in una gamma dinamica di emozioni che fanno della fotografia arte allo stato puro.

I suoi workshop di fotografia sono magnetici e cambiano il modo di fotografare e vedere la realtà di chiunque: esperti e non.

Con Jennifer Hudson si mette dunque da parte un modello fotografico dominante di perfezione e idealizzazione estrema della grammatica fotografica. Il risultato è a dir poco entusiasmante. Geometrie e forme, asimettrie, sguardi persi nel vuoti, acqua come una sorta di ritornello e soprattutto materiale organico, come una sorta di dono ancestrale per chi si dona al suo occhio. Da ammirare.

By | 2017-12-06T22:49:49+00:00 dicembre 18th, 2014|photography, Uncategorized|0 Comments

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